Rafforzare il ruolo degli strumenti finanziari nelle politiche di coesione e valorizzare il contributo delle finanziarie regionali nella futura programmazione europea. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro che il Comitato Direttivo di Anfir ha avuto a Roma con il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario per la Politica regionale e di coesione, Raffaele Fitto.
Nel corso del confronto, Anfir ha presentato una serie di proposte finalizzate a consolidare il ruolo degli istituti finanziari di promozione, nazionali e regionali, nella definizione e nell’attuazione delle politiche europee per il periodo 2028-2034.
Le finanziarie regionali come infrastrutture per lo sviluppo
Anfir ha colto l’occasione per sottolineare come le finanziarie regionali non siano semplici soggetti gestori di risorse pubbliche, ma vere e proprie infrastrutture tecniche in grado di collegare politiche europee, fabbisogni dei territori, sistema bancario e investimenti reali.
Una funzione che assume un valore ancora maggiore in una fase caratterizzata dalla necessità di utilizzare in modo più efficace le risorse pubbliche, mobilitare capitali privati e rafforzare la capacità di intervento delle amministrazioni pubbliche.
Il patrimonio di competenze maturato dalle finanziarie regionali rappresenta, infatti, un elemento strategico per rendere più efficaci gli strumenti di politica industriale, innovazione e sviluppo territoriale.
Coinvolgimento fin dalle prime fasi della programmazione
Tra le principali proposte avanzate da Anfir vi è la richiesta di un coinvolgimento delle finanziarie regionali già nella fase di progettazione della nuova programmazione europea.
Secondo l’Associazione, infatti, la definizione degli interventi dovrebbe prevedere una specifica attenzione alla strumentazione finanziaria, individuando fin dall’inizio obiettivi, settori prioritari, modalità operative e criteri di valutazione dei risultati.
Gli strumenti finanziari, spesso costruiti attraverso formule combinate che integrano diverse tipologie di intervento, dovrebbero essere considerati una componente ordinaria e strategica delle politiche di coesione, superando una visione che li relega a semplice alternativa ai contributi a fondo perduto.
Un approccio che consentirebbe una migliore pianificazione delle attività da parte delle finanziarie regionali e un maggiore supporto alle amministrazioni territoriali.
Strumenti finanziari “evergreen” per non disperdere competenze e risultati
Un secondo tema posto all’attenzione del Commissario riguarda la valorizzazione degli strumenti finanziari che hanno già dimostrato efficacia nel tempo.
La proposta di Anfir è quella di favorire una logica “evergreen”, consentendo agli strumenti che generano risultati concreti, rientri per la pubblica amministrazione e un positivo rapporto con il mercato di continuare a operare senza interrompere il patrimonio di competenze, relazioni e processi costruito negli anni.
La possibilità di reinvestire le risorse rientrate attraverso meccanismi consolidati permetterebbe di rafforzare la collaborazione con il sistema bancario, aumentare l’effetto leva degli investimenti pubblici e garantire continuità agli interventi di sviluppo.
Dal “fallimento di mercato” al “quasi mercato”
Anfir ha inoltre evidenziato la necessità di ampliare la visione tradizionale che lega gli strumenti finanziari esclusivamente ai casi di fallimento del mercato.
Molto spesso, infatti, le finanziarie regionali operano in contesti di “quasi mercato”, nei quali esiste un potenziale interesse degli operatori privati ma è necessario un impulso pubblico per attivare credito, investimenti e capacità progettuale.
In questi casi il valore dell’intervento pubblico non consiste soltanto nel colmare un vuoto, ma nel favorire la partecipazione di banche, intermediari e investitori, orientando le risorse verso obiettivi di interesse generale e generando un equilibrio più efficace tra capitale pubblico e capitale privato.
Un coordinamento europeo e nazionale per la nuova programmazione
Anfir ha infine proposto l’istituzione di un coordinamento dedicato alla valorizzazione degli strumenti finanziari nella programmazione 2028-2034, sia a livello europeo sia nazionale.
L’obiettivo è evitare che il valore aggiunto degli istituti finanziari di promozione venga sottovalutato e contribuire a costruire un quadro più stabile, coerente e operativo, capace di rafforzare la capacità amministrativa della pubblica amministrazione e della filiera del credito.
Un impegno condiviso a livello europeo
Le proposte presentate al Commissario Fitto si inseriscono nel più ampio lavoro che Anfir porta avanti a Bruxelles insieme all’European Association of Public Banks (EAPB) e alle principali associazioni finanziarie europee.
In questo contesto, le finanziarie regionali italiane contribuiscono attivamente all’elaborazione di documenti di posizione e proposte migliorative sulla futura architettura degli strumenti finanziari europei, con l’obiettivo di rafforzarne l’efficacia e il ruolo nelle politiche di sviluppo.
L’incontro con il Commissario Fitto rappresenta, dunque, un ulteriore passo nel percorso di dialogo istituzionale promosso da Anfir per garantire che la nuova programmazione europea riconosca pienamente il contributo delle finanziarie regionali alla crescita, alla competitività e alla coesione dei territori.

