Le finanziarie regionali come “antenne” dei territori, capaci di intercettare i bisogni delle imprese, tradurli in strumenti finanziari efficaci e restituire indicazioni utili alla programmazione pubblica.
Questa è una delle principali riflessioni promosse da Anfir nell’ambito del Forum PA 2026, importante appuntamento annuale dedicato all’innovazione nella Pubblica Amministrazione che quest’anno ha ospitato un panel di grande rilevanza per il futuro della finanza territoriale e dello sviluppo locale.
L’incontro, che ha avuto luogo il 9 giugno presso il Roma Convention Center La Nuvola, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della ricerca, dell’innovazione e del settore privato per riflettere sul ruolo delle reti collaborative nella costruzione di una governance pubblica sempre più capace di leggere i cambiamenti e anticipare le trasformazioni economiche e sociali.
A rappresentare ANFIR è stato il Presidente Michele Vietti, intervenuto nel panel dedicato al valore delle reti territoriali come strumenti di ascolto, conoscenza e programmazione.
Le finanziarie regionali come cerniera tra istituzioni e imprese
Nel suo intervento, Vietti ha evidenziato come le finanziarie regionali svolgano una funzione peculiare all’interno dell’ecosistema dello sviluppo economico, collocandosi nel punto di incontro tra la programmazione pubblica e le esigenze concrete del sistema produttivo.
Le associate ANFIR, infatti, non si limitano a gestire risorse regionali, nazionali o comunitarie, ma operano quotidianamente a stretto contatto con imprese, intermediari finanziari, enti locali e amministrazioni, raccogliendo informazioni preziose sull’evoluzione dei territori e sulle esigenze emergenti delle filiere produttive.
“Le finanziarie regionali – ha sottolineato Vietti – rappresentano una vera e propria cinghia di trasmissione tra le politiche pubbliche e l’economia reale, contribuendo a trasformare gli obiettivi di sviluppo in strumenti concreti e accessibili per le imprese”.
Un’attività che si traduce nella capacità di individuare tempestivamente criticità, opportunità di investimento e fabbisogni finanziari che il mercato, da solo, non sempre riesce a soddisfare.
Dall’ascolto del territorio alla costruzione degli strumenti
Secondo il Presidente ANFIR, il ruolo delle finanziarie regionali si sviluppa lungo un percorso ben definito: ascoltare il territorio, trasformare i segnali raccolti in strumenti finanziari dedicati e restituire evidenze utili alla programmazione pubblica.
È attraverso questo processo che le finanziarie regionali contribuiscono a rendere più efficaci le politiche di sviluppo, intervenendo in particolare nei casi di fallimento del mercato, sostenendo investimenti innovativi, percorsi di transizione digitale ed ecologica, processi di patrimonializzazione e accesso al credito delle imprese.
La conoscenza diretta del tessuto produttivo consente inoltre di indirizzare le risorse verso gli ambiti in cui possono generare il maggiore impatto economico e sociale, rafforzando il legame tra obiettivi strategici e risultati concreti.
Il valore delle reti e il ruolo di ANFIR
Nel corso del confronto è stato inoltre evidenziato come la capacità di leggere i segnali provenienti dai territori non possa essere affidata a singoli soggetti, ma richieda la costruzione di ecosistemi collaborativi e reti permanenti.
In questo contesto ANFIR svolge una funzione di coordinamento sempre più rilevante, favorendo il confronto tra le finanziarie regionali, la diffusione delle migliori pratiche e il dialogo con i principali attori istituzionali, finanziari ed economici del Paese.
L’Associazione ha infatti sviluppato negli anni una rete di collaborazioni e protocolli con soggetti attivi nei campi della finanza, dell’innovazione, della ricerca, della formazione e della resilienza dei sistemi produttivi, contribuendo a creare un patrimonio condiviso di competenze e conoscenze.
Anticipare il cambiamento per sostenere lo sviluppo
La partecipazione di ANFIR a Forum PA 2026 conferma il contributo che il sistema delle finanziarie regionali può offrire alla costruzione di politiche pubbliche più efficaci, basate sulla conoscenza dei territori, sulla capacità di fare rete e sull’utilizzo intelligente dei dati.
Un modello che punta a superare la logica della mera erogazione di risorse, per promuovere interventi capaci di generare crescita reale, competitività e sviluppo sostenibile nei territori.








