Il capitale pubblico è fondamentale per sostenere l’innovazione, ma per trasformare la ricerca in nuove imprese e consolidare il mercato del venture capital servono regole più chiare e una collaborazione strutturata tra istituzioni e investitori privati. È questa la direzione indicata da Michele Vietti, presidente di ANFIR, intervenuto il 22 ottobre a Roma al convegno “Venture capital: una scelta vincente per il Paese”, nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Lazio Innova.
Al centro del suo intervento, il contributo delle Finanziarie Regionali come strumenti di collegamento tra politiche pubbliche, mercato e sistema produttivo, ma anche la necessità di intervenire sul loro assetto normativo e di riconoscerne un ruolo più incisivo nella prossima programmazione europea.
Finanziarie Regionali, il valore del capitale paziente
«Le Finanziarie regionali sono tra le espressioni più importanti di capitale paziente: non inseguono il risultato di breve periodo, ma lo sviluppo dei territori», ha dichiarato Vietti.
Nel venture capital, queste strutture possono favorire l’incontro tra intervento pubblico e mercato, contribuendo a ridurre le distanze tra ricerca, innovazione e iniziativa imprenditoriale. La loro presenza territoriale e la credibilità maturata nel tempo consentono di accompagnare le imprese innovative e facilitare il coinvolgimento di investitori privati, amplificando l’effetto delle risorse pubbliche.
A conferma del peso di queste ultime nel mercato italiano, Vietti ha richiamato i dati della Banca d’Italia: tra il 2021 e il 2025, gli investitori pubblici hanno rappresentato in media il 44% della raccolta del venture capital in Italia, contro il 25% nell’Unione europea.
Numeri che evidenziano la rilevanza dell’intervento pubblico nel sostenere gli investimenti in innovazione. Per consolidare questo contributo, tuttavia, non è sufficiente rendere disponibili nuove risorse: occorre un mercato in grado di finanziare stabilmente la crescita delle imprese e di attrarre capitali privati lungo le diverse fasi del loro sviluppo.
Una riforma organica per rafforzare la finanza regionale
In questo quadro si inserisce la richiesta di ANFIR di una riforma organica delle Finanziarie Regionali, basata su uno status giuridico unitario e su un sistema di vigilanza meno frammentato.
L’attuale eterogeneità degli assetti giuridici e operativi può generare incertezze e appesantimenti regolamentari, rendendo più complesso lo svolgimento di funzioni che rispondono a una specifica missione di interesse pubblico. Per l’Associazione, un quadro normativo più coerente permetterebbe di valorizzare le competenze delle società finanziarie regionali e di favorire una collaborazione più efficace con gli operatori privati, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
La richiesta si colloca nel percorso di revisione del Testo unico della finanza (TUF), nell’ambito del quale le commissioni parlamentari hanno già evidenziato l’esigenza di un riconoscimento più specifico per queste realtà. ANFIR considera questo passaggio importante per consolidarne la funzione nel sistema finanziario nazionale e rafforzarne la capacità di sostenere investimenti e processi di innovazione.
Programmazione europea 2028-2034: coinvolgere le Finanziarie fin dalla progettazione
Il secondo obiettivo indicato da Vietti riguarda il prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. ANFIR, infatti, chiede che le Finanziarie Regionali siano coinvolte già nella progettazione degli interventi, e non soltanto nelle successive fasi di attuazione.
La conoscenza dei sistemi produttivi locali e l’esperienza nella gestione degli strumenti finanziari possono contribuire a definire misure più aderenti ai fabbisogni delle imprese, in particolare di quelle che incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai capitali per innovare e crescere.
Un coinvolgimento anticipato permetterebbe inoltre di rafforzare il raccordo tra obiettivi europei, politiche regionali e iniziative imprenditoriali, favorendo un impiego più efficace delle risorse disponibili e la mobilitazione di ulteriori investimenti privati.
Per ANFIR, il rafforzamento del venture capital passa quindi da due condizioni complementari: un quadro normativo capace di riconoscere la specificità delle Finanziarie Regionali e una programmazione europea che ne valorizzi competenze e prossimità ai territori. Due passaggi necessari per consolidare un ecosistema dell’innovazione in cui le risorse pubbliche possano generare investimenti, nuove imprese e crescita duratura.

