Le Comunità Energetiche Rinnovabili non rappresentano soltanto uno strumento per la produzione e la condivisione di energia pulita, ma possono diventare una vera infrastruttura sociale capace di generare sviluppo territoriale, inclusione e innovazione. È questo il tema al centro del convegno “Energia condivisa per una nuova infrastruttura sociale”, che ha avuto luogo il 1° luglio al CNEL di Roma e al quale ha partecipato anche ANFIR con il Vice Presidente Carmelo Campagna.
L’iniziativa, promossa dal CNEL con il Gruppo di lavoro TENVAL, ed ENEA con l’Osservatorio comunità energetiche, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario, delle associazioni e degli operatori del settore energetico per approfondire il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nella transizione ecologica e nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo locale.
Le CER come leva di coesione e sviluppo
Il convegno ha preso il via da una riflessione sul ruolo sempre più strategico delle CER, considerate non solo aggregatori di energia rinnovabile ma strumenti capaci di rafforzare coesione sociale, rigenerazione territoriale e partecipazione delle comunità locali.
Le comunità energetiche possono contribuire, infatti, ad affrontare sfide complesse come la povertà energetica, la valorizzazione delle aree marginali e la costruzione di nuovi modelli di economia territoriale basati sulla collaborazione tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
L’obiettivo del confronto è stato quello di individuare le condizioni necessarie affinché le CER possano diventare, nel prossimo decennio, uno dei principali strumenti per accelerare la decarbonizzazione e costruire modelli di sviluppo sostenibile radicati nei territori.
Il contributo di ANFIR sul tema della finanza dedicata
ANFIR ha preso parte alla tavola rotonda “Le CER oltre l’incentivo”, dedicata ai temi della governance, della fiscalità, della finanza e del ruolo della Pubblica Amministrazione nello sviluppo delle comunità energetiche.
A rappresentare l’Associazione è stato il Vice Presidente Carmelo Campagna, che è intervenuto nel dibattito insieme a esponenti del sistema bancario, del credito cooperativo, dei servizi energetici, di Banca Etica e di altre realtà impegnate nello sviluppo delle CER.
Nel corso dell’incontro, ANFIR ha sottolineato il punto di vista delle finanziarie regionali rispetto al ruolo degli strumenti finanziari territoriali nella promozione della transizione energetica e degli investimenti sostenibili.
Le associate ANFIR, infatti, operano sempre più spesso come soggetti di raccordo tra politiche pubbliche, investimenti privati e fabbisogni dei territori, accompagnando enti locali, imprese e comunità nello sviluppo di progetti innovativi e sostenibili.
Governance territoriale e ruolo delle istituzioni
Tra i temi centrali dell’incontro c’è anche il superamento di una visione delle CER legata esclusivamente agli incentivi pubblici, per costruire modelli stabili e sostenibili nel lungo periodo.
In questo contesto, il ruolo della Pubblica Amministrazione viene interpretato non solo come soggetto erogatore di risorse, ma come attore abilitante capace di creare condizioni favorevoli alla collaborazione tra cittadini, operatori economici e sistema finanziario.
Il convegno ha, infatti, come proposito proprio quello di favorire una riflessione operativa sul futuro delle CER, individuando strumenti finanziari, modelli organizzativi e forme di cooperazione in grado di rafforzarne la diffusione sul territorio nazionale.
Una sfida che riguarda sviluppo, sostenibilità e inclusione
La partecipazione di ANFIR al convegno ha confermato l’attenzione crescente del sistema delle finanziarie regionali verso i temi della sostenibilità, dell’innovazione energetica e dello sviluppo territoriale.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano infatti un ambito in cui convergono politiche industriali, coesione sociale, transizione ecologica e finanza pubblica, richiedendo strumenti sempre più integrati e capaci di generare impatto economico e sociale.








