Si è svolto oggi a Saint-Vincent il convegno dedicato al ruolo delle finanziarie regionali nel sostegno agli investimenti strategici, un’occasione di confronto che ha messo in luce il valore sistemico di questi strumenti per la crescita dei territori e la competitività del Paese.
Al centro dei lavori, l’esperienza di Finaosta, indicata come modello emblematico di come una società finanziaria regionale possa coniugare solidità patrimoniale, capacità operativa e impatto concreto sull’economia locale.
Ad aprire e concludere l’incontro è stato il Presidente di ANFIR, Michele Vietti, che ha sottolineato il significato dell’esperienza valdostana nel quadro più ampio della finanza regionale italiana:
«Finaosta è un esempio virtuoso, e fortemente rappresentativo, di quello che una società finanziaria regionale può fare per lo sviluppo dell’ente di riferimento. I progressi della Regione autonoma sono possibili anche grazie a questi capitali “pazienti”, che puntano a generare “addizionalità” rispetto ai vantaggi prodotti dall’iniziativa privata».
Un ecosistema territoriale dinamico
Nel biennio 2023-2024 la Valle d’Aosta ha registrato tra i tassi di crescita del PIL più elevati in Italia, con un andamento positivo anche dei consumi privati, dell’export e del mercato del lavoro. Particolarmente rilevante il dinamismo del comparto turistico, con un marcato incremento di visitatori stranieri sia nella stagione invernale sia in quella estiva.
A fronte di questi risultati, la Regione ha rafforzato la propria strategia di sviluppo di medio-lungo periodo, anche attraverso l’attuazione del POR FESR 2021-2027, dotato di circa 92,5 milioni di euro e focalizzato su competitività, innovazione, transizione green e coesione territoriale.
Altri aspetti fondamentali, sempre nell’ottica di investimenti strategici:
- oltre 35 milioni destinati alle Comunità Energetiche Rinnovabili;
- interventi per il rafforzamento della sicurezza idrica e per il social housing, anche in risposta agli eventi alluvionali del luglio 2024;
- la gestione del PNR, con circa 50 milioni erogati a 50 imprese valdostane.
In questo contesto, Finaosta svolge un ruolo centrale come soggetto attuatore e come intermediario specializzato nella gestione di strumenti finanziari complessi.
Solidità patrimoniale e capacità operativa
Fondata nel 1982, Finaosta è oggi un gruppo finanziario di rilievo e i dati del 2024 ne mettono ben in evidenza la struttura solida e performante:
- 6,1 milioni di euro di utile netto;
- 16,3 milioni di margine di interesse;
- 21,8 milioni di margine di intermediazione;
- CET1 ratio superiore al 29%;
- RoE al 2,3%.
Nel solo 2024, inoltre, sono state realizzate 526 operazioni per circa 68 milioni di euro erogati, mentre nella prima parte del 2025 risultavano già deliberati affidamenti per 72 milioni.
Particolarmente significativa è la varietà degli strumenti utilizzati: mutui, finanziamenti agevolati, rinegoziazioni, contributi e interventi di riequilibrio finanziario, a dimostrazione di una presenza sia sulle esigenze strutturali di investimento sia su quelle temporanee di liquidità.
L’operatività censita nel Registro Nazionale Aiuti evidenzia, tra il 2017 e il 2025, 383 aiuti individuali per oltre 9 milioni di euro, con una distribuzione capillare tra imprese e persone fisiche, in coerenza con la struttura dell’economia regionale, fortemente orientata al turismo e ai servizi.
Il ruolo strategico delle finanziarie regionali
L’esperienza di Finaosta si inserisce nel quadro più ampio delle finanziarie regionali italiane, che operano come “braccio operativo” delle Regioni nella gestione di fondi europei e strumenti di sostegno alle PMI.
Le finanziarie regionali:
- gestiscono fondi rotativi e strumenti FESR/FSE+;
- concedono prestiti, garanzie, contributi e partecipazioni;
- intervengono anche nella finanza alternativa (minibond, basket bond, strumenti ibridi);
- collaborano con banche, confidi, CDP, BEI e FEI.
Si tratta di soggetti che, pur operando in un contesto regolamentare articolato — tra vigilanza prudenziale, disciplina sugli aiuti di Stato e controlli della Corte dei conti — rappresentano un ponte essenziale tra livello politico-programmatico e dimensione tecnico-operativa.
Proprio su questo tema si innesta la prospettiva di una riforma organica del settore.
Verso il riconoscimento della soggettività giuridica
Nel corso del suo intervento, il Presidente Vietti ha richiamato le recenti evoluzioni normative legate alla riforma del Testo Unico della Finanza (TUF):
«Il 2026 si apre con buone prospettive economiche e importanti novità per l’intero comparto della finanza regionale, grazie al possibile riconoscimento ufficiale della sua specifica identità giuridica».
Le Commissioni parlamentari hanno infatti invitato il Governo a valutare l’introduzione delle “società finanziarie regionali” come categoria autonoma di soggetti di diritto privato orientati al sostegno del tessuto economico locale.
«Siamo lieti che il Parlamento abbia tenuto conto delle idee di ANFIR, contenute in una memoria con cui l’Associazione aveva partecipato all’attività conoscitiva. L’auspicio è che si arrivi a una disciplina unitaria capace di rafforzare il settore e facilitarne l’interazione con le autorità competenti. È un passo apparentemente piccolo ma in realtà assai significativo».
Un modello di addizionalità e sviluppo
Il caso Finaosta dimostra come anche realtà di dimensione contenuta possano generare elevato valore aggiunto, operando su progetti ad alta intensità di capitale umano e forte contenuto innovativo, con un utilizzo efficace delle risorse europee e un’attenzione crescente ai profili ESG, alla transizione energetica e alla mobilità sostenibile.
Per ANFIR, la pluralità dei modelli regionali rappresenta una ricchezza: soggetti diversi per dimensione e struttura, ma accomunati dalla capacità di generare “addizionalità” e contribuire allo sviluppo dei sistemi produttivi locali.
In un contesto di trasformazione delle politiche di coesione e di crescente complessità finanziaria, il rafforzamento normativo e operativo delle finanziarie regionali costituisce un passaggio strategico per la competitività italiana.